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I riferimenti scientifici della Scienza Transculturale

La psicoterapia transculturale riconosce le sue origini negli studi su "cultura e personalità" iniziati negli USA negli anni '20 da Lawerence Frank con un gruppo di psicoanalisti (Kardiner e altri) sociologi (Dollard e altri), psicologi (Fromm e altri), antropologi  (Mead e altri), linguisti (Sapir e altri). Alle origini del pensiero transculturale è da collocare inoltre Bronislaw Malinowski, il quale incontrando studiosi cubani negli anni '20 aderì alla loro teoria transculturale sulla nascita di nuove identità e personalità dai contatti quotidiani tra molte culture, durante i quali ciascun soggetto dà e prende (toma y daca) qualcosa all'altro di differente cultura. La parola "transculturaciòn" fu coniata da uno di questi studiosi, Fernando Ortiz e ripresa da Malinowski, il più eminente antropologo dell'epoca. Infine il capo-scuola è da riconoscere in George Devereux. George Devereux, psicoanalista ed etnologo ungherese migrato negli USA, negli anni '40 attraverso la sua ricerca stabilisce i legami tra cultura e individuo e di conseguenza introduce nella psicoterapia i concetti del processo transculturale e il loro uso.

La scuola italiana, si struttura a partire degli anni '70 quando il prof. Luigi Frighi chiama Rosalba Terranova-Cecchini a scrivere un capitolo del suo testo di Igiene Mentale del 1972: è la prima trattazione in Italia delle forme relazionali transculturali. Con Luigi Frighi a Roma, la scuola di pensiero si amplia comprendendo studiosi come Bernardo Bernardi, Diego Carpitella, uno dei padri dell'etnomusicologia italiana, Michele Risso, il primo a sistematizzare il suo lavoro di campo tra gli immigrati   italiani   in   Svizzera,   Giovanni  Jervis, che lavorò con il gruppo di Ernesto De Martino sul tarantolismo  lucano, Alfredo Ancora traduttore dei primi testi a tema transculturale apparsi in Italia e via via molti altri giovani che a questa scuola vengono formati. A Roma, inoltre, Nicola Ciani accoglie nella sua cattedra Mariella Pandolfi (attualmente in Canada) e altri che avviano studi e ricerche sulla scienza transculturale in psicoterapia, fonda la Società Italiana di Psichiatria Transculturale e una sezione di Psichiatria e Cultura nella rivista "Psichiatria e Psicoterapia Analitica" della Cattedra di Psichiatria II da lui diretta. Completa il quadro romano l'Istituto Transculturale d'Igiene Mentale fondato da L. Frighi  e G. Bartocci e l'attività formativa in psichiatria transculturale di Antonino Iaria nell'ambito pubblico della Scuola Medico Ospedaliera della Regione Lazio. Con l'elezione di Goffredo Bartocci a Presidente della sezione di  Psichiatria Transculturale della Società Mondiale di Psichiatria l'Italia ha giusta rilevanza nel consesso internazionale degli studi transculturali. Un'altra sede di elaborazione della ricerca transculturale è la Cattedra di Psichiatria di Torino diretta dal Prof. Gian Giacomo Rovera che si dedica soprattutto alla comprensione del disagio psichico degli immigrati dal Sud d'Italia durante l'espansione industriale post- bellica. Egli pure fonda una Società Italiana di Psichiatria Transculturale ed organizza convegni sul tema. Frutto di questa attività  è un gruppo transculturale molto vivace con capofila Roberto Beneduce e stretti rapporti con l'antropologia della scuola di Francesco Remotti. La Società Italiana di Psichiatria, creando nel 2003 la Sezione di Psichiatria Transculturale, ne ha designato quale Presidente il prof. Rovera. Infine è da  citare il polo di sviluppo della scienza transculturale a Milano, sede di lavoro della prof. Rosalba Terranova-Cecchini,dove il Prof. Fausto Massimini, medico e psicologo della scuola di Marcello Cesa-Bianchi, con gli allievi tra i quali Paolo Inghilleri e Antonella Delle Fave è da tempo concentrato nello studio della psicologia umana in rapporto al sistema normativo sociale. Lavorando in stretta collaborazione con ricercatori statunitensi e soprattutto con Mhalyi Csikszentmihalyi di Chicago egli dà grande impulso alla conoscenza di concetti sconosciuti in Italia: il culturotipo e il pool culturale-sociale; il concetto bio-culturale di sviluppo dell'assetto psicologico umano   legato ai   geni  e ai  memi    (memoria   culturale);    il   flow dell'attenzione correlato alle propensioni culturali e la peak experience emergente dall'equilibrio tra sfide dell'ambiente e abilità del soggetto; la trasmissione della cultura affidata a materiali transgenerazionali di servizio, ecc.

La scienza transculturale deriva dall'antropologia (culturale, psicologica, medica) e, come sottolinea Rosalba Terranova-Cecchini, spiega le reazioni del corpo umano, il comportamento degli individui e le opere dell'uomo dal punto di vista  dei modi di pensare e delle preferenze specifiche tramandate dall'eredità culturale delle varie comunità; comprese quelle occidentali La scienza transculturale usa lo strumento  dell'anamnesi e della narrazione, della tecnica della comunicazione, dell'inchiesta, dell'epidemiologia, dell'informatica e della interdisciplinarietà con altre scienze ed è in grado di dare ad altri saperi e ad altre prassi le conoscenze della teoria della cultura, così da consentire di operare al meglio sia per i bisogni sociali via via emergenti, sia per la promozione della salute. Per tale ragione il suo linguaggio ne permette l'integrazione nei  protocolli psicoterapeutici formulati dalle diverse scuole. In sintesi la scienza transculturale arricchisce la conoscenza dell'uomo, aggiungendo al fattore biologico e a quello psicologico, il fattore culturale. Essa produce ricerca e metodi per l'uso di tecnologie e sistemi dottrinari appropriati all'ecosistema e all'ecocultura, capaci di limitare l'immissione di stressor nocivi nella vita quotidiana e nei momenti di sofferenza. E' per questo che il metodo transculturale si applica con successo alla promozione e alla difesa della salute, che è, secondo quanto raccomanda l'Organizzazione Mondiale della Sanità, non solo bio-psichica ma anche sociale e legata quindi a parametri culturalmente appropriati dell'organizzazione del lavoro, dell'economia, dell'educazione, del diritto, del modo di abitare, delle forme del convivere e del comunicare nelle istituzioni e fuori di esse. Il compito della scienza transculturale è quello di mettere a disposizione di una società che sta diventando sempre più plurale, la sua ricerca e la sua pratica. Infatti i nostri contesti in cambiamento ci diventano, nell'arco della nostra vita, quasi sconosciuti; contesti nei quali non ci si sente più appartenenti ad un territorio noto  anche se è quello  in  cui stabilmente  viviamo, ma appartenenti ad un territorio nuovo da cui siamo attratti ma che non ci appartiene. Dobbiamo quindi spogliarci di ogni pregiudizio per leggere i fenomeni e i comportamenti normali e patologici, ricontestualizzare gli eventi individuali e collettivi.
L'insegnamento che gli scienziati occidentali hanno tratto da altre culture, ha portato alla "scoperta" delle nostre stesse culture (classi sociali, culture emergenti, culture regionali ed altre numerose subculture) o,  come dicono gli americani, alla scoperta del white ethnic. Il Corso di Psicoterapia transculturale contiene dunque le teorie per l'aggiornamento della comprensione delle dinamiche psichiche dell'individuo, delle società avanzate a cultura tecnologica.
Condurre un lavoro psicoterapeutico su basi transculturali significa anche condurlo su di un piano di parità tra utente e terapeuta. L'analisi transculturale delle situazioni umane contenuta nel corso fornisce capacità professionali più incisive e prospettive epistemologiche necessarie all'oggi e ad un futuro di incessante diversità e complessità. La metodologia transculturale mette in grado di attraversare le culture, comunicare "attraverso" di esse senza transfert culturali negativi. Per lo psicoterapeuta la formazione transculturale significa accrescere la capacità ermeneutica rispetto ai soggetti che richiedono il suo intervento.

 
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VISITA GUIDATA
ALL'ASSOCIAZIONE APPARTENANCES

di LOSANNA


organizzata per meglio conoscere questa Associazione, fondata da F.Fleury, che si occupa di immigrazione e di salute mentale in ambito svizzero.


Giovedì,
9 settembre 2010

  
Partenza e rientro liberi
Costi a carico dei partecipanti.

Per informazioni:
tel. 02.58310299

Iscrizioni fino al
31 luglio.

 

 

 

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